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Sicurezza alimentare e spreco alimentare: i fatti

18-05-2014

Ridurre la quantità di cibo e bevande sprecato ora è visto come una componente chiave nello sviluppo di un sistema alimentare sostenibile e giocare un ruolo importante nel futuro della sicurezza alimentare globale.

Ogni giorno, grandi quantità di alimenti che avrebbero potuto essere consumati (o avere altri usi) vengono sprecati. Come possiamo agire per ridurre la quantità di cibo che sprechiamo, per risparmiare soldi e risorse naturali ed aiutare ad essere certi che le persone bisognose vengano nutrite?

 

Che spreco!
In Europa, una stima di 89 milioni di tonnellate di alimenti sono scartati ogni anno. Il cibo viene sprecato a qualsiasi stadio della catena alimentare – dalla fattoria alla forchetta, da produttori, lavoratori, venditori al dettaglio, ristoratori e consumatori.

In proporzione, la riduzione dello spreco alimentare è in cima all’agenda delle Istituzioni dell’UE. Il Parlamento Europeo ha richiesto un’azione collettiva immediata per dimezzare lo spreco alimentare entro il 2025 e la Commissione Europea lavora per questa riduzione entro il 2020, essendo il cibo una delle maggiori priorità nella sua ‘Roadmap to a resource efficient Europe’. Questa ambizione richiede sforzi congiunti da parte dell’intera filiera alimentare.

Ugualmente, la riduzione dello spreco richiede anche cambiamenti nel comportamento dei consumatori. Nelle nazioni benestanti d’Europa, una grande porzione di cibo sprecato viene gettata via dalle famiglie (37 milioni di tonnellate).

Ci sono indagini sullo spreco alimentare in tutta Europa. Molti dati provengono dal Regno Unito, che stima che il 60% dello spreco nelle famiglie potrebbe essere evitato, che si traduce in una media di £480 (€565) di risparmio per famiglia ogni anno. Inoltre, i risparmi ambientali stimati equivalgono a togliere da 1 a 5 macchine dalla strada.

Perché il cibo viene sprecato?
Vi sono molte spiegazioni sul perchè gli alimenti vengano sprecati; queste differiscono tra i settori della catena alimentare. I dati standardizzati sullo spreco alimentare sono carenti, in particolare nei settori manifatturiero e di vendita. Anche lo spreco di cibo nell’agricoltura merita un’ulteriore ricerca. La maggior parte dello scarto nella produzione è apparentemente inevitabile: molti scarti sono inedibili o derivano da fattori tecnici che portano a sovrapproduzione, prodotti deformati o danneggiati. I grossisti e i venditori affrontano sfide di logistica, tra cui la gestione del magazzino: anticipare la domanda e correggere le scorte, incontrare le aspettative sulla qualità dei prodotti e la coordinazione tra i settori.

Riguardo alle cucine delle famiglie e dei ristoranti, le spiegazioni principali per gettare via il cibo (spreco evitabile) sono perchè è lasciato sui piatti, avanzato dalla cottura o non usato in tempo. Qui, lo spreco si correla alla consapevolezza e alle attitudini degli individui, e ad abilità di gestione pratica del cibo come la pianificazione, la porzionatura e la conservazione.  Le cause famigliari di spreco possono variare in base al clima, allo status socio-economico, alla cultura, per esempio l’abitudine a preparare generosamente più cibo di quello che può essere mangiato e di avere cibo avanzato. Si raccomanda una ricerca ulteriore a livello nazionale per aiutare l’obiettivo della prevenzione.

Le date di scadenza sulle etichette degli alimenti sono una delle informazioni più importanti secondo quanto sembra essere ricercato dai consumatori europei. La ricerca sui consumatori (Regno Unito e Irlanda) sottolinea la confusione sull’etichettatura delle date: circa un terzo del cibo viene scartato prima della data di scadenza. Anche le consuetudini di conservazione mostrano margine di miglioramento. La maggior parte della frutta e delle verdure si manterranno più a lungo se refrigerati. Comunque, solo il 23% dei consumatori dicono di voler conservare la frutta fresca e il 53% le verdure fresche nel frigo. Molti lascerebbero gli alimenti non ‘sigillati’ o liberi, aperti all’aria, che potrebbe ridurre la freschezza (al contrario, il pane diventa stantio più velocemente nel frigo).

 

 

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