Cosa Cucino Ricette di cucina per pranzi e cene di pasta, carne, pesce ma anche dolci, torte, dessert, antipasti e tanto altro!

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Le proprietà terapeutiche dell'artemisia

14-01-2016

La scoperta dei benefici terapeutici dell'artemisia, che i Galli chiamavano "ponema", non è affatto recente. Questa pianta erbacea è sempre stata riconosciuta come ottimo stimolante per la digestione, antispasmodico, antinfiammatorio, diuretico, antifungino e antibatterico potente.

Uso interno

Allevia i disturbi digestivi: coliche, diarree croniche, dolori viscerali, senso di gonfiore addominale, flatulenza. Stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorendo quindi l'appetito. Potente vermifugo: elimina i vermi intestinali.

Uso esterno

Usata nelle frizioni, allevia i mal di pancia, i dolori al torace e le contratture muscolari localizzate negli arti inferiori, conseguenti a sforzi fisici intensi. Trattamento delle flebiti e delle varici: stimola la circolazione del sangue. Nella medicina tradizionale cinese, la moxibustione è una tecnica che utilizza coni o bastoncini di artemisia riscaldati su alcuni punti o zone del corpo per curare diverse patologie. Attenua le crisi epilettiche e tiene lontani gli insetti pericolosi con la diffusione dei suoi oli essenziali.

Indicazioni terapeutiche abituali

In genere, questa pianta dalle molteplici virtù è indicata per calmare le mestruazioni dolorose. La sua proprietà di emmenagogo (NdR rimedio fitoterapico in grado di stimolare l'afflusso di sangue nell'area pelvica e nell'utero e, in alcuni casi, di favorire la mestruazione) consente di curare i disturbi mestruali nelle donne, come le dismenorree e le amenorree, aumentando le contrazioni uterine.

L'artemisia è spesso consigliata nel trattamento dei disturbi digestivi, dei dolori articolari e muscolari, dell'anoressia, degli spasmi, dell'insonnia e per l'espulsione dei vermi intestinali. Questa pianta vanta anche effetti antibatterici, tonici e diuretici.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Grazie alle sue azioni antifungine, antiparassitarie e antibatteriche, questo rimedio naturale consente di trattare diverse infestazioni causate da parassiti, come l'infezione urinaria, il catarro o l'infiammazione delle vie aeree, oltre che le affezioni bronchiali. Questa pianta ad azione diuretica trova anche impiego nel trattamento degli edemi e dell'ipertensione arteriosa. L'utilizzo in caso di ritenzione idrica è particolarmente efficace.

Dosaggio

In fitoterapia, questo rimedio naturale è proposto sotto forma di polvere, capsule, oli essenziali e di foglie essiccate per infusioni. In ogni caso, è indispensabile rispettare le dosi prescritte nel foglio illustrativo per evitare possibili complicanze. Le capsule, per uso esclusivo degli adulti, sono raccomandate nei casi di inappetenza, oltre che nella cura dell'anoressia e di irregolarità del ciclo mestruale. La dose giornaliera massima raccomandata è di 5 capsule, ovvero 1.625 mg.

Le foglie essiccate vengono utilizzate nei decotti per alleviare gli spasmi muscolari, in particolare quelli della muscolatura dell'utero. Si devono lasciare in infusione circa 20 g di questa pianta per 15 minuti in 1 litro di acqua calda. Si raccomanda di bere 2 o 3 tazze della soluzione ottenuta in qualunque momento della giornata, in caso di dolori articolari o muscolari. Nelle donne che soffrono di amenorrea o di dismenorrea, il trattamento deve iniziare 10 giorni prima della mestruazione.

L'olio essenziale di artemisia viene impiegato nelle frizioni sulle parti dolenti del corpo per attenuare dolori causati da stanchezza, contratture muscolari o in caso di affezioni particolari come i reumatismi. È importante diluirla nell'olio vegetale per evitare di irritare la pelle. Posologia da rispettare: 30% di olio essenziale e 70% di olio vegetale.

Questa pianta officinale funge inoltre da inibitore delle monoammino ossidasi (MAO), ovvero come antidepressivo.

Parti utilizzate

La maggior parte dei principi attivi dai benefici curativi della pianta si concentrano nelle foglie e nelle sommità fiorite.

Principi attivi

I principi attivi contenuti nelle foglie sono gli alcol sesquiterpenici, i lattoni sesquiterpenici e gli acidi sesquiterpenici. Contiene anche flavonoidi, cumarini, pollini, steroli e triperteni. L'essenza estratta dalle sommità fiorite racchiude anche lattoni sesquiterpenici, tra cui l'artemisina, tuioni, idrossicumarine, flavonolglicosidi, pollini, cumarini, tannini e svariati oligoelementi come calcio, potassio, zinco, magnesio, fosforo, zolfo e iodio.

Proprietà della Portulaca: l’erba grassa ricca di Omega-3

13-01-2016

La Portulaca (Portulaca oleracea L.) è una pianta erbacea succulenta della famiglia delle Portulacaceae.
Originaria dell’India e forse del sud America, oggi è diffusa in quasi tutte le zone a clima temperato del mondo, compresa l’Italia.
La pianta raggiunge un altezza massima di 30-35 cm ed è caretterizzata da fusti carnosi, striscianti e ramificati, di colore marrone-rossastro e da foglie ovali, color verde chiaro, anch’esse carnose.

In Italia la Portulaca cresce un po’ ovunque ed è considerata alla stregua di un’erbaccia infestante. La si può trovare facilmente negli orti, lungo le sponde di fossati, nei campi, accanto ai marciapiedi e tra i campi incolti. La Portulaca è conosciuta nelle diverse regioni d’Italia con diversi nomignoli quali: porcellana comune, porcacchia, sportellecchia, erba grassa, erba dei porci, ecc.

Proprietà della Portulaca

Fra tutte le malerbe cittadine, la Portulaca è probabilmente una tra le erbe mangerecce più conosciute.

Quei cespuglietti verdi che crescono ovunque fra le crepe dei marciapiedi, tra i margini delle strade e i lati dei tombini e che calpestiamo distrattamente ogni giorno, sono da sempre ed in tutto il mondo, coltivati con cura e considerati una vera e propria leccornia gastronomica, di dignità pari, se non superiore, a quella della comune lattuga.

La Portulaca fino a qualche decennio fa veniva consumata quotidianamente anche dalle nostre parti, ma come molti altri usi e costumi, anche questo è andato via via scemando.
Recentemente però la Portulaca è tornata alla ribalta per le recenti pubblicazioni inerenti le sue notevoli proprietà nutrizionali e medicamentose.

Tutta la parte aerea della Portulaca è commestibile: foglie, fiori, semi e fusto.
In particolare in cucina vengono utilizzate le foglie, crude, o cotte, ma senza dubbio è mangiandole crude che il nostro organismo ne trarrà vantaggio, in quanto manterremo inalterati le vitamine e i sali minerali che con la cottura andrebbero inevitabilmente distrutti.

Valori nutrizionali della Portulaca oleacera (100 g di foglie fresche) :

Calorie kcal. 16
Acqua % 94
Proteine % 1.3
Carboidrati % 3.4
Grassi % 0.1
Ceneri % 1.2

La sua reintroduzione nella nostra dieta è caldeggiata da molti nutrizionisti per le particolari caratteristiche degli acidi grassi che contiene. Infatti la Portulaca è una delle maggiori fonti vegetali di acidi grassi Omega-3; 100 g di foglie di Portulaca contengono all’incirca 350 mg di acido α-linolenico (acidi grassi facenti parte del gruppo di Omega-3).

Ricordo che gli Omega-3 sono per lo più concentrati nei pesci particolarmente grassi come salmone e sgombro, mentre tra gli alimenti vegetali li troviamo soprattutto nella frutta secca.

E’ dimostrato da decine di studi internazionali che gli Omega-3 influenzano positivamente la memoria, l’orientamento spazio-temporale, l’attenzione, la fluidità di parola e la velocità di elaborazione dei dati, migliorando sia le performance scolastiche sia quelle lavorative.

Altri grandi benefici si hanno a livello cardiovascolare, dove Omega-3 regolano l’equilibrio tra colesterolo buono e cattivo a vantaggio del primo e di conseguenza della circolazione. Hanno inoltre un azione antitrombotica, riducono i trigliceridi e migliorano il ritmo cardiaco, evitando l’insorgenza di aritmie.

Come smascherare il falso olio extravergine di oliva?

16-11-2015

Frodi alimentari: oggetto di mille contraffazioni, l'olio extravergine d'oliva ha ora dalla sua parte un nuovo metodo antifrode low cost e veloce che potrebbe essere usato direttamente nei punti vendita.

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa – coordinato da Valentina Domenici – ha infatti messo a punto un innovativo metodo anticontraffazione per l'olio extravergine d'oliva.

Le ricerche per arrivare alla nuova metodologia sono durate circa quattro anni, durante i quali sono stati fatti studi sull'invecchiamento e sui trattamenti termici cui può essere sottoposto l'olio di oliva. I risultati sono stati appena pubblicati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.
 

COS'E' - "Il nostro metodo - spiega Valentina Domenici - permette di quantificare attraverso un processo matematico di deconvoluzione dello spettro di assorbimento UV-visibile, la concentrazione di quattro pigmenti principali dell'olio: luteina, feofitina-a, feofitina-b e β-carotene".

In pratica, l'olio viene inserito in una piccola cella in quarzo e in questo modo si acquisisce lo spettro che assume una forma caratteristica e fa subito capire subito se l'olio è stato contraffatto oppure no.

I pigmenti infatti, pur rappresentando solo il 2% del totale dei composti presenti nell'olio, sono fondamentali per testarne le qualità organolettiche e rivelare le eventuali frodi e manipolazioni.
I più comune casi di contraffazione sono il miscelamento con olio di semi di girasole, la cattiva conservazione in condizioni non ottimali di luce, calore e odori, e il riscaldamento, che di solito viene usato per eliminare quelle sostanze volatili che determinano un odore e un sapore sgradevole dell'olio stesso.

In tutti questi casi – ha concluso Valentina Domenici - la curva dello spettro che si ottiene cambia sostanzialmente e diventa una spia che svela la frode. Bastano pochi minuti e si ha già il responso, mentre utilizzando le metodologie più costose, le uniche ancora contemplate dai regolamenti dell'Unione europea, ci vogliono in media uno o due giorni di lavoro in laboratori specializzati.

Come risparmiare sulla spesa al supermercato

23-04-2015

Uno dei rischi del fare la spesa nel “mondo moderno” è farla di fretta e sprecare denaro: in fretta e furia si esce dal lavoro, si sale in macchina e si entra nel più vicino supermercato, che sta per chiudere; senza soffermarsi troppo si riempie il carrello lasciandoti guidare dalla fame, dalla fretta, dall’abitudine, dalla comodità di preparazione, dalla pubblicità, dall’irresistibile richiamo delle offerte speciali.

Quante volte abbiamo vissuto una situazione simile? I ritmi di vita contemporanei spesso ci costringono ad agire senza pensare, sull’onda della fretta e dell’emergenza.

Come risparmiare sulla spesa settimanale al supermercato, per fare acquisti in maniera intelligente.

  1. è molto utile preparare una lista secondo le reali necessità e consumi
  2. scegliere i mercati e supermercati dove possiamo trovare varietà e prodotti freschi, di stagione e del territorio
  3. è importante soffermarsi a leggere le etichette per selezionare i prodotti di migliore qualità, e non cedere ai richiami degli slogan o dei colori
  4. ma soprattutto… evitate di fare la spesa a stomaco vuoto! La spesa consapevole non fa solo bene alla salute, ma anche al portafoglio.

Come riciclare gli avanzi

23-04-2015

Riciclare gli avanzi è una vera e propria arte e saperla mettere in pratica può essere estremamente conveniente, a maggior ragione in questi tempi di crisi.

Ecco qualche consiglio per trasformare gli avanzi in piatti gustosi, a costo zero.

Purea e crocchette

Gli scarti di trance di pesce spada, cernia o salmone possono essere facilmente ridotte in purea ed utilizzate per realizzare delle appetitose crocchette.

Pesce in umido

Se avanza il pesce in umido, la soluzione più rapida ed efficace è ricavarne un sugo per la pasta, unendo della salsa di pomodoro insaporita da erbe aromatiche e lasciando cuocere per qualche minuto.

Crostacei

Se tra gli avanzi avete dei crostacei, ripuliteli dai carapaci e provate ad utilizzarli per la preparazione di una crema o una zuppa di pesce. Le teste e le chele vanno tostate in padella con aglio e cipolla, sfumate con del vino bianco e portate a cottura con l’aggiunta di brodo vegetale. Dopodiché, filtrate il tutto e scegliete se preparare una prelibata zuppa di pesce, dove far cuocere della pasta fresca, o una crema.

Avanzi di pesce bollito

Con gli avanzi del pesce lesso è possibile preparare gustosi antipasti. Con un frullatore ad immersione, unite il pesce a delle patate lessate ed olio extravergine di oliva ed insaporite il tutto con aglio, prezzemolo, pepe e scorza di limone. Spalmate il composto ottenuto sul pane tostato o dei crostini e servitelo come antipasto.

Insalate

Se avete preparato una squisita impepata di cozze, sgusciate gli avanzi e preparate un’insalata. Basta unire pomodori a cubetti, basilico, capperi, sedano, olio ed un goccio di limone.

Calamari e seppie

Tagliateli a listarelle, uniteli a delle zucchine trifolate e peperoni grigliati e diventano l’ideale per aromatizzare il cous cous.

Acqua di cottura

Con l’acqua di cottura avanzata potete cuocere gli spaghetti ai frutti di mare o, in alternativa, riutilizzarla come complemento del risotto con il pesce.

 

 

 

 

Come si fa il Panettone in casa

08-12-2014

Il Panettone è il dolce tipico del Natale italiano e in particolare della Lombardia e di Milano.

E' un prodotto che sta a metà tra l'arte della panificazione e la pasticceria. Il panettone infatti, secondo la ricostruzione storica più accreditata, nacque nel forno di un panettiere, un certo 'Toni' che per la prima volta impastò il suo pane con le uova, il burro, i canditi forse per una ragazza, creando il primo 'pane-de-toni', che è diventato il panettone che conosciamo.
La ricetta del panettone si è diffusa in tutta Italia e viene prodotto ovunque in versioni anche molto diverse tra loro, come succede quasi sempre.

La ricetta milanese del panettone resta quella originale ed è anche ufficialmente protetta con un marchio, che attesta soprattutto gli ingredienti e il procedimento di lavorazione che deve essere rigorosamente artigianale.

 

Per produrlo devono essere utilizzati esclusivamente i seguenti ingredienti:

Acqua - Farina (di provenienza lombarda, con assunzione di responsabilità del produttore) - Zucchero -Uova fresche lombarde Latte fresco lombardo - Burro di provenienza lombarda - Uvetta sultanina - scorze di arancia candite, -cedro candito calibro minimo 8 x 8 - Lievito naturale - Sale

Si possono eventualmente utilizzare in aggiunta: Miele (con indicazione di quale tipo e della sua provenienza lombarda) - Vaniglia naturale - Burro di cacao.  

Non è consentito l'uso di alcun altro ingrediente, ed in particolare di: tuorli congelati, tuorli pastorizzati, siero di latte e derivati, latte UHT, latte condensato, latti fermentati, yogurt, burro anidro, grassi vegetali (ad esclusione del burro di cacao), lievito di birra, malto ed estratto di malto, vanillina, amido, lecitina di soia, emulsionanti, aromi naturali, coloranti, conservanti.  

È severamente vietato l'uso di qualsiasi ingrediente proveniente da OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Dunque come vedete tra le caratteristiche fondamentali del Panettone c'è l'utilizzo di Lievito naturale. Questa è la base fondamentale per preparare il panettone, anche in casa ed è questo innanzitutto che lo rende molto diverso dal prodotto industriale, che invece utilizza, in generale, il lievito di birra.

Fare il Panettone in casa, è solo questione di tempo, pazienza, ingredienti di qualità. Non ci sono particolari difficoltà nella realizzazione, anzi.
E' un dolce, che si basa sui metodi e sui tempi della panificazione e della lievitazione naturale, che ha bisogno di tutto il tempo che richiede.

Considerate che dal momento in cui cominciate, occorrono almeno 2 giorni interi di lavorazione e lievitazione, prima di arrivare al giorno di cottura e che dovete avere a disposizione il lievito madre già efficiente e rinfrescato.  Se partite da zero, iniziate perciò dalla preparazione del lievito il lunedi. A fine settimana potrete iniziare a preparare il vostro panettone.

Ingredienti: (per 2 panettoni da 750 g)


  • 500 g di farina 00
  • 600 g di manitoba (o anche tutta manitoba)
  • 200 g di lievito madre
  • 6 uova (4 tuorli)
  • 300 g di zucchero
  • 350 g di burro
  • 15 g di sale
  • 3 cucchiai colmi di miele 
  • 1 bustina di vaniglina
  • 250 g di uvetta
  • 250 g di canditi
  • scorza grattugiata di 1 arancia 

Difficoltà: Media
Tempo di preparazione: 3 giorni
Tempo di cottura: 30/40 minuti
Occorrente: Planetaria o sbattitore con ganci per impastare, ciotola extra large, bilancia, telo pulito, stampi per panettone

Preparazione:

1° giorno - 1° impasto ore 12:00

 In una ciotola impastiamo 100 g. di lievito madre con 100g. di farina, 10 g. zucchero, 100 g. di acqua a temperatura ambiente, solo il tempo di amalgamare gli ingredienti.
Copriamo con la pellicola e teniamo in luogo tiepido - non caldo - finchè non raddoppia il volume.

2° impasto

Nella ciotola con la frusta per impastare, iniziate a impastare altri 100 g di lievito madre con 200 g d'acqua a temperatura ambiente e 100 g di zucchero.
Mentre impastate unite la pasta lievitata e, continuando a impastare, 200 g di farina. Quando la farina sarà ben assorbita unite 1 tuorlo e impastate. Altri 100 g. di zucchero e impastate. Altri 200 g. di farina. Quando la farina sarà ben incorporata, unite il 2° tuorlo. Impastate.
Unite infine 125 g. di burro fuso, ma non bollente. Impastate bene finchè avrete ottenuto una pasta liscia ed elastica.
Trasferite nella ciotola di lievitazione. Coprite con la pellicola e lasciate a lievitare fino al mattino dopo.

2°giorno - III impasto - ore 7.00

Riprendiamo il nostro impasto dalla scatola di lievitazione, lasciando accesa la lampadina. Trasferiamo nella ciotola per impastare e con la frusta per impastare iniziamo a mescolare la pasta lievitata da sola, unite poi 1 uovo intero.
Quando è incorporato, aggiungete 170 g di farina e impastate. Aggiungete 50 g di zucchero e impastate. Unite il 2° uovo e incorporare bene. Poi altri 50 g di zucchero.
Quando tutto è ben assorbito aggiungete altri 130 g di farina e impastate. Infine, unite 125 g di burro fuso ma non caldo e tutto il sale.
Fate attenzione che il sale deve entrare nella pasta non a secco perchè rompe il glutine. Trasferite l'impasto nella ciotola di lievitazione e rimettete a lievitare per 8 ore.


IV impasto ore 15.00

Mentre la pasta lievita fate rinvenire l' uvetta e tagliate a pezzettini i canditi. Passateli velocemente nella farina.
Quando la pasta avrà di nuovo lievitato per almeno 3 volte il suo volume, riprendetela dalla scatola di lievitazione, lasciando la lampadina accesa.  
Iniziate a impastare la pasta lievitata, unite poi 1 tuorlo. Impastate. Quando è ben assorbito unite 100 g  di farina e impastate. Un altro uovo e impastate. I 3 cucchiai di miele, la vaniglina e impastate.
Unite lentamente l'uvetta e i canditi e gli ultimi 100 g di farina. Unite altri 80 g di burro fuso ma non caldo. Quando l'impasto è ben incordato formate due palle e rimettete a lievitare fino a che non avrà di nuovo triplicato il volume.

ore 20.00/22.00
Riprendete gli impasti, ungetevi bene le mani con il burro e lavorate gli impasti fino a formare una palla liscia e omogenea con ognuno.
Trasferite negli stampi di carta già imburrati. Posizionate gli stampi  sotto la scatola di lievitazione e lasciate lievitare fino al mattino successivo. In questa fase la pasta arriverà a lievitare fino a sporgere dal bordo dello stampo.

3° giorno - preparazione e cottura - ore 7.00
Scoperchiate la vostra scatola di lievitazione e spegnete la lampadina.  Riprendete i vostri stampi con delicatezza e appoggiateli su una placca da forno. Con una lama affilata e imburrata fate un'incisione a croce in cima ad ogni panettone.
Distribuite fiocchetti di burro all'interno dei tagli. Accendete il forno a 190° STATICO.
Infornate il panettone a 190° per 10 minuti e altri 15/20 minuti a 170°. Togliete dal forno quando saranno ben dorati. Controllate la cottura interna con lo stecco di legno.
    Sfornate il Panettone e rovesciatelo immediatamente, utilizzando degli stecchi di legno per far raffreddare il vostro panettone a testa in giu'. Basteranno una decina di minuti. Questo evita che le uvette e i canditi vadano a depositarsi sul fondo della pasta. Una volta freddato, incartate il panettone con un sacchetto trasparente per alimenti e attaccate la vostra etichetta con gli ingredienti e la data di preparazione.

Si conserva benissimo per almeno 15 giorni.


 

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